Due Mattei con una fava

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Autore originale del testo: Fausto Anderlini

I due Mattei viaggiano in coppia. Personaggi similari, entrambi accecati dall’hybris, dall’istanza dromologica della velocità impaziente, dall’ego ipertrofico e tracotante, incapace di attesa. Se Salvini con la sua kafkiana crisi al buio ha pestato una merda (come già registra un qualche cambiamento dell’opinione pubblica) una merda l’ha pestata anche Renzi. E probabilmente con un esito definitivo. La sua uscita in favore di un governo ‘istituzionale’ di puro differimento politico sotto la sua regia, scavalcando il partito e colpendolo a tradimento con la quasi scissione, è stata vanificata in un amen dal lodo Bettini.

Il combinato disposto di governo di legislatura o elezioni non dà scampo al traccheggio trasformistico e toglie a Renzi l’unica sua risorsa: la manovra del gruppo parlamentare.

Nel caso di elezioni immediate Renzi si troverà nel vuoto di uno spazio politico di centro già evanescente di suo e ulteriormente sguarnito dal rientro di Fi nell’alleanza di centro destra. Né i suoi per manifesta slealtà potranno rivendicare il 12 % congressuale. Finirà come Toti nel sottoscala dei proscritti e dei reietti. E se è vero che le elezioni saranno una iattura per il Pd è altresì vero che cadrà sicuramente in piedi confermandosi come il centro dell’opposizione alla destra.

Nel caso prenda corpo un governo di legislatura il gioco sarà comunque nelle mani di Zingaretti. La prospettiva di altri quattro anni di mandato manderà in sullucchero il gruppo parlamentare sicchè solo pochissimi kamikaze seguiranno l’isterico di Rignano nell’avventura di Azione Civica. Il gruppo da infido che è diventerà mansueto, come già accadde nel 2014 quando bastò garantire al gruppo (in gran parte bersaniano) la durata in carica sino al 2018. Un gruppo domesticato è quanto di meglio per fare una politica.

La prospettiva di un governo di legislatura è oltremodo credibile e lo dimostrano le cautele e i distinguo con cui se ne parla. E’ vero che la destra ricompattata griderà all’inciucio ma un governo governante sostenuto dalla durata e capace di incidere nell’agenda del paese, godendo anche del beneplacito europeo, condurrà a una ridefinizione degli umori psicologici oggi irrorati nell’opinione pubblica. Salvini abbaierà alla luna.

Due partiti sconfitti potrebbero mettere insieme una formazione vincente se solo fossero coscienti degli errori commessi. Non è una questione di ceneri da cospargersi in capo, di abiure, di atti d’umiltà e altri atti di contrizione. Ma di razionalità, cioè di riorientamento dell’agenda politica alla base delle due sconfitte. Sui temi del lavoro, della scuola, dell’ambiente, delle istituzioni ed altro. Sia il M5S che il Pd hanno valide ragioni per farsi l’autocritica ‘reale’ ognuno per suo conto senza bisogno che altri la pretendano.