Il porno e il Samovar delle banalità

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Rosanna Spadini
Url fonte: http://www.comedonchisciotte.org/

di Rosanna Spadini – 29 agosto 2014

Chi sia Uriel Fanelli non lo so, ma è sicuramente un personaggio “eccentrico”. Ho appena letto un suo articolo, “Casaleggio malato e la crisi del Movimento di Grillo” mi sono fatta alcune idee su di lui.  Perché leggere l’articolo di uno “scrittore blogger”, come lo volete chiamare, è un po’ come leggergli l’anima, si catturano emozioni, umori, intenzioni, sentimenti. A volte ti puoi anche “innamorare” di uno scrittore anche solo leggendolo, anche senza conoscerlo. Oppure, come dice  Holden Caulfield: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue, vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” (Il giovane Holden, di J.D. Salinger)

Ecco a me è successo esattamente il contrario, non ci tengo proprio né a telefonare, né a conoscere questo Uriel Fanelli, per vari motivi che poi vi spiegherò. Per non parlare di quello che mi è successo qualche istante dopo, quando ho cercato di cliccare sul link del suo blog, allora mi è comparsa un’immagine soavemente  evocativa, del tutto inaspettata e pur foriera di buonissimi auspici per l’intera giornata (pur essendo l’ora del cappuccino con brioche), anche se volutamente provocatoria:  insomma una bella ragazza bionda si stava succhiando un “bel ghiacciolo al cioccolato”.

“Al di sopra del fuoco primordiale del sesso, acceso dalla natura molto prima dei primi vagiti dell’umanità, si innalza la fiamma rossa dell’erotismo, al di sopra della quale vibra e freme la delicata fiamma azzurra dell’amore”, così Zygmunt Bauman inizia un suo bel libro “Gli usi postmoderni del sesso”, e con questa citazione del poeta e scrittore messicano Octavio Paz, spiega appunto che oggi sesso, erotismo, amore non sono più interdipendenti tra di loro come nella metafora di Paz. E’ successa una cosa non del tutto strana, ma perfettamente allineata ai tempi, i tre elementi si sono distinti e l’erotismo ha raggiunto una sua indipendenza, emancipandosi non solo dal legame con la funzione riproduttiva del sesso, ma anche con quella culturalmente potentissima dell’amore.

L’ erotismo, ormai autonomo, insomma è diventato la nuova norma culturale del nostro tempo, “il desiderio che non desidera soddisfazione” e che vive solo per se stesso, in maniera solipsistica, cercando continuamente nuovi fantasie o aspirazioni senza una finalità culturale. Ma l’erotismo, a differenza dell’amore è mercificabile, e dall’erotismo si possono ricavare profitti economici o comunque socialmente soddisfacenti, legati al contesto sociale contemporaneo, dove un nuovo modello consumistico postmoderno ha sostituito quello industriale precedente. Dall’erotismo alla pornografia il passo è breve in un contesto capitalistico postmoderno.

Come diceva Foucault, le fabbriche, le caserme, gli ospedali, le scuole, sono stati per secoli produttori di ordine in quanto panottici, luoghi di controllo e di prescrizione (Panopticon è un carcere ideale progettato nel 1791 da Jeremy Bentham). Quindi nella società postmoderna, dove si stanno eclissando gli stabilimenti industriali e le caserme (luoghi dputati alla produzione dell’ordine sociale, soprattutto per il sesso maschile), crolla inevitabilmente un modello di convivenza sociale che viene sostituito dalla seduttività pubblicitaria e dal monoteismo autoreferenziale dell’erotismo.

Un desiderio che deve riprodursi continuamente per partenogenesi, condizionato dalla frammentarietà del tessuto temporale in una serie infinitesimale di attimi privi di prospettiva storica. Se il sesso dell’età moderna, nell’unione di due persone mortali legava indissolubilmente mortalità e immortalità, nel secolare processo generazionale, se l’amore che si prometteva “eterno” riproponeva un’esistenza eterna, l’erotismo vive solo l’attimo fuggente e già fuggito. Dunque l’erotismo pornografico  del nostro mondo contemporaneo si sarebbe progressivamente emancipato dalla valenza spirituale dell’amore e invece avrebbe sempre più acquisito quella “oscena” della pornografia.

Questo lungo pistolotto socio/filosofico per dirvi cosa? Per spiegarvi il motivo per cui Uriel Fanelli mi è sembrato un personaggio che interpreta benissimo  “l’eccentricità pornografica” del nostro tempo. Perché dico questo? Perché risponde esattamente alle esigenze mercificatorie dei propri giudizi critici, servendosi di modelli sociali generosamente condivisi: la pornografia, cioè la dilatazione critica del particolare ad esclusione di una visione profonda e complessa del fenomeno, e l’eccentricità esotica della metafora usata, il ‘Samovar di cazzate’, per definire sia il blog di Grillo che il M5S. Insomma Fanelli pratica la pornografia del giudizio critico: importa zoomare sul particolare e dilatarne l’espressività, per mercificare le proprie idee, non tanto capire e trasmettere l’interpretazione corretta degli eventi storico politici.

Fanelli infatti dice che Grillo è ancora in grado di trasformare un evento in una battuta (a me sembra il contrario in verità), ma “solo l’arrivo di Casaleggio avrebbe scritto un copione diverso, ovvero un personaggio diverso, ed e’ nato il Grillo di oggi, ovvero il volto di un movimento politico. Grillo, sia chiaro, aveva già molte delle sue idee ecolo-complottiste , e quindi in un certo senso Casaleggio ha solo ‘limato gli angoli’, oltre a dare una direzione coerente al complesso ‘ideologico’ che Grillo esprimeva.”

Fanelli mi dispiace, non ha colto la profonda “novità rivoluzionaria” del M5S, né la “genialità di Casaleggio” (lunga vita a lui!), la mente organizzativa del Movimento. Per alcuni motivi molto tangibili infatti il M5S si presenta come una proposta  decisamente nuova, anticasta, pragmatica  e democratica. Infatti il è la realizzazione di un esperimento unico al mondo,  molto ambizioso, perché propone per la prima volta una forma di democrazia diretta, secondo la quale semplici cittadini entrano in Parlamento, vi restano per soli due mandati e svolgono il loro compito di servizio civile alla cittadinanza. Per di più il Movimento impone norme piuttosto rigide che mirano al fine di eliminare la casta politica. Infatti la svolta politica vera e rivoluzionaria, mi dispiace ancora che Fanelli non l’abbia capito, avviene quando cambia il metodo di selezione della rappresentanza politica, ecco perché il M5S ha elaborato un set di regole che hanno l’effetto di impedire la formazione di nuovo ceto politico:

  •    La restituzione di una parte degli stipendi (così dileggiata dai mass media, chissà perché);
•    La rinuncia del finanziamento pubblico ai partiti;
•    Il limite dei due mandati, per impedire che il “servizio civile” del cittadino si trasformi in una professione di politici che stanno in Parlamento da 40 anni;
•    La possibilità di revoca dell’eletto, norma assolutamente rivoluzionaria, perché permette ai cittadini di revocare il mandato elettorale ad un deputato che non osserva il programma per cui è stato eletto, dunque eliminerebbe anche quel fenomeno così dannoso alla democrazia che è il trasformismo (vedi i Razzi e i Scilipoti).
•    Il problema che sta a monte di tutto infatti consiste nella crisi della democrazia rappresentativa e nella sua incapacità di produrre l’autogoverno dei cittadini, in quanto la formazione del ceto politico determina un sequestro della sovranità popolare, a beneficio solo della casta partitica, che ha complottato (questo è il vero complotto, non quello di Grillo e Casaleggio) contro la sovranità del popolo (abolizione del Senato elettivo e delle preferenze elettorali dell’Italicum).

In un momento storico in cui lo stato è diventato succube dei mercati, in cui ha tradito la “Costituzione più bella del mondo” in numerosi articoli (sovranità appartiene al popolo, tutela del lavoro e dei lavoratori,  la politica economica non deve contraddire l’utilità sociale), in cui vigono regole che congiurano contro il  benessere sociale (mercati, spread, flessibilità, competitività, privatizzazioni …), in cui destra e sinistra hanno consapevolmente e colpevolmente contribuito al saccheggio nazionale della democrazia, mi sembra un’ “oscenità pornografica” prendere di mira il M5S, che è l’unica forza politica di opposizione al sistema e assolutamente immune da ogni responsabilità circa il degrado etico politico dello stato.

La casta politica, espressione delle lobbies finanziarie che la governano, sia europee che atlantiche,  sorretta da tutti gli organi di stampa mainstream, ha distratto l’elettorato ottuso con il gioco risibile degli eterni litigi tra le parti, poi, quando il misfatto si è compiuto, ha rottamato tutti i primattori del tragicomico quarantennio, e li ha sostituiti con i tre tecnocrati degli ultimi tre governi, non votati da nessuno (Monti, Letta, Renzi).
Geniale vero? Non c’è forse un po’ di complottismo? Poi si è dedicata alle urgenti e necessarie “Grandi riforme” del

Senato e dell’Italicum, naturalmente con il chiaro intento di escludere dalla prossima gestione del potere la seconda forza politica del Paese, il M5S. Dunque la sinistra post/comunista e la destra post/democristiana, alleatesi nel “governo delle grandi intese”, sostenitrici assatanate del mantenimento  dell’Italia nell’Ue, hanno congiurato ai danni nostri per consegnare il Paese ad un’ Europa  oligarchica, antidemocratica, autoritaria, dove governano in modo autoreferenziale i poteri finanziari, escludendo i cittadini dall’esercizio del potere. Nessun complottismo?

Dopo una lunga critica al Movimento, che definirei del tutto priva di  giustificazioni logiche, Fanelli conclude dicendo: “Il blog di Grillo, oggi e’ il peggiore mix tra la versione italiana della Pravda, Cronaca Vera e Dagospia. … La natura del blog di Grillo ha attirato nel parlamento italiano tutta una serie di bimbiminkia cresciuti, spinti alle stelle senza meriti particolari (se ricordate, nei comizi di Grillo se ne stavano dietro di lui in fila, parlavano alla fine, e quando parlavano rimpiangevate che lo avessero fatto) , e specialmente avevano fatto ‘politica sul territorio’ in un modo che i piu’ definirebbero “volantinaggio e vendita di gadget”. … Il risultato di tutto questo e’ che sia M5S che il blog di Grillo si sono trasformati in qualcosa che, volendo essere precisi, definirei ‘Samovar di cazzate’.” Ancora una volta Fanelli pratica l'”oscenità pornografica del giudizio”, pienamente allineato allo zeitgeist del suo tempo, dove la mercificazione di ogni cosa è diventata l’essenza stessa della società.

E mentre gli scriba di ieri assistevano silenti e complici alle sevizie inflitte dal fascismo al popolo italiano, ancora una volta gli scriba di oggi assistono complici e silenti alla distruzione dello stato sociale, al saccheggio della democrazia, alla demolizione del ceto medio, quando le proteste di Grillo vengono sistematicamente dileggiate sui vari programmi tv di disinformazione o somministrate come intermezzi disturbanti tra le nevrosi schizofreniche di Blob e l’idiozia delle secchiate per la Sla. La storia non si ripete, ma qualche volta fa la rima con se stessa, diceva Mark Twain.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

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