Il potere e i cittadini

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di Alfredo Morganti – 28 febbraio 2018

C’è una cosa che trovo orrenda. È quando il potere, dall’alto dei propri scranni mediatici, attacca direttamente il singolo cittadino, uno degli ‘ultimi’ della fila peraltro. Una disparità tale da schiacciare con facilità il più debole. È accaduto nel caso della maestra di Torino che, nel corso di una maifestazione contro Casapound, aveva inveito contro la polizia che impediva al corteo di avvicinarsi presso l’hotel dove parlava un esponente di destra. C’era già stata una carica. Le parole, dettate da esasperazione e rabbia, pare siano state: «vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire», riprese dai media e subito rilanciate.

Parole brutte, rivolte a operatori di PS che fanno un mestiere difficile e scarsamente pagato, ma da contestualizzare e da non strumentalizzare ai fini della campagna elettorale. Renzi dai microfoni di Matrix, racconta Repubblica, «l’altra sera ha parlato di “schifo nel sentire quelle parole” e suggerito il licenziamento della maestra». Nientepopodimeno. Tant’è che il MIUR è già partito all’offensiva: «Abbiamo attivato l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte — spiegano dal MIUR — Il direttore Manca sta acquisendo dalla scuola della docente ulteriori informazioni per avviare i necessari approfondimenti».

Lei si difende su Facebook dicendo che «stanno cercando di farmi passare per male assoluto di questo Paese». E aggiunge: «Ero arrabbiata, come tanti, perché la polizia ci ha caricati e stava difendendo i fascisti. Vorrei vedere debellato il fascismo. Non il singolo poliziotto». Colpisce della vicenda, come ripeto, la prontezza del potere nel puntare il dito dall’alto verso le bassure e la debolezza del singolo. Nel palese tentativo di schiacciarlo mediaticamente, di ridurlo a merce elettorale, di farne strame. In una palmare disparità di forze. Che potere è quello che fa scattare un tale meccanismo, che si confronta in termini così crudi e immediati col singolo cittadino in un rapporto impari a dir poco? Cosa aspettarsi da questo potere? Se non la forza contro i deboli e la debolezza contro i forti?