Anna Falcone: il cuore e la testa oltre l’orizzonte

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di Anna Falcone – 6 marzo 2018

Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per me in questa campagna elettorale: è stata una bellissima esperienza in cui ho avuto il piacere di conoscere luoghi e persone meravigliose, ricche di idee e di passione. Ancora, per registrare, una volta di più, l’affetto e la fiducia di tanti amici e compagni, conosciuti e sconosciuti, che si sono prodigati spontaneamente e in mille modi per sostenermi. Da sola non ce l’avrei fatta. Purtroppo, a causa di questa legge elettorale pessima, il mio collegio romano, l’unico che poteva ambire all’elezione, ha avuto un ottimo risultato – il 4,45% – ma non sufficiente a far scattare il seggio. Altrettanto il mio collegio uninominale di Bologna, che – mi dicono – ha fatto registrare per LeU la percentuale più alta in Italia: 8,67%.

Ringrazio per questo compagne e compagni di Bologna che hanno chiesto e sostenuto questa candidatura. Con loro ringrazio tutte le militanti e i militanti, le candidate e i candidati che ho incontrato e che mi hanno generosamente accompagnato in questo tour elettorale per LeU. Ci siamo spesi in tanti per dare il nostro contributo, perché – nonostante le evidenti problematicità e il contesto politico ostile – nel nuovo Parlamento potesse esserci una Sinistra. E questo risultato è stato raggiunto. E’ un risultato importante perché ha impedito il consumarsi di una fase di non ritorno: se è difficile costruire sulle macerie, costruire sul nulla diventa impossibile. E la Storia non fa sconti. Soprattutto in occasione di passaggi cruciali come quello in atto. Ora si tratta di saperli leggere. Di doverli leggere, senza fare sconti neanche a noi. Gli esiti del voto sono assolutamente insoddisfacenti. E le responsabilità non stanno in capo a una persona sola.

I nodi che avevamo sollevato con il Brancaccio rimangono tutti e andranno sciolti: una Sinistra che voglia proporsi come orizzonte politico per una società profondamente ingiusta, inaccettabilmente diseguale, deve essere innanzi tutto credibile e coerente, non può continuare a commettere gli stessi errori parimenti distribuiti fra egoismi di pochi e autoreferenzialità di tanti. Mai come oggi è necessario ripartire da quei generosi militanti e dai territori inascoltati per costruire quella Sinistra unitaria e plurale, moderna e coraggiosa che (purtroppo) non c’è ancora. Il che richiederà un enorme sforzo di umiltà, un serio impegno di tutti coloro che ci credono davvero. Perché le classi dirigenti passano, ma senza popolo non c’è Sinistra. Noi siamo e restiamo al servizio di questa idea. Per chi ha sempre fatto politica con questo spirito, mai come adesso, la grandezza sta nel servizio.