Che possa soffiare un nuovo vento

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Autore originale del testo: Vecchia Talpa
Url fonte: https://vecchia-talpa.blogspot.com
Io credo che ora sia giunto il momento che i cosiddetti intellettuali di sinistra, vagamente di sinistra, comunisti (credo pochissimi) e in ogni caso tutti coloro che pretendono di avere un contatto “artistico” con il popolo, facciano sentire la loro voce e la voce dei valori di sinistra attraverso la loro arte, ognuno nel proprio campo. Si smetta di questa lagna di amori perduti, di cuori infranti, di amori ritrovati, di sentimenti interiori, intimistici, solitari e che si racconta, ognuno a modo proprio, la situazione oggettiva in cui ci troviamo, in cui ci hanno costretti a trovarci. Solidarietà, amore umano e sofferenze dei e per i nuovi dannati della terra, situazione in cui si trova il popolo lavoratore, giovani, precario e pensionati, lo stato di sfruttamento, laddove persino chi si arroga il titolo di sindacalista dice definitivamente che i diritti dei lavoratori sono roba del novecento e dunque meglio non parlarne più. Un nuovo modello di sviluppo in cui al centro ci sia l’uomo e la natura un mondo ecologico e dove la natura sia rinnovata e non contaminata dai nostri rifiuti, femminista e dove gli ultimi siano al centro! Insomma un nuovo filone artistico in cui è al centro amore e lotta per il lavoro e per la dignità e i diritti di ognuno e di ciascuno di noi!!!!
Perché o è cosi oppure non ci si può definirsi di sinistra. Intellettuali impegnati, SI! O si fanno veicoli e portavoce di un nuovo vento di protesta e di unità, ma anche di visione di quel mondo che vogliamo!
Solo cosi il vento di quel che fu la stagione di lotta del ’68 può rinascere nel ventunesimo secolo!
Soffia e deve soffiare un nuovo vento! Grandinate e vento di rinnovamento e di lotte!