È Mattarella il ‘mio’ Presidente della Repubblica

0
326

di Giangiuseppe Gattuso – 30 gennaio 2015

Credo proprio che adesso ci sia la figura completa, e non soltanto il profilo, del ‘mio’ Presidente. Il Presidente degli italiani tutti. Magari non avrà le caratteristiche, quasi utopiche, immaginate nel mio precedente articolo, alla Pepe Mujica per intenderci, ma molto di buono c’ė.

C’ė la competenza. C’ė l’onestà. C’ė la sobrietà. C’è, credo davvero, l’imparzialità. E anche una notevole esperienza politica. E, come ha già avuto modo di dimostrare, quando si dimise da Ministro della Pubblica Istruzione (il 26 luglio 1990), c’ė anche la cosiddetta “schiena dritta”. Che non guasta. L’allora Presidente del Consiglio Andreotti, per sanare le reti TV di Silvio Berlusconi, pose la fiducia sulla legge Mammì. E lui, con il suo ‘fare’ delicato ma deciso, spiegò candidamente l’eclatante gesto, perché quella norma ‘violava una direttiva comunitaria’.

E allora tutto risolto? Ovviamente no.

Silvio BerlusconiLa situazione ė ancora aperta, la liturgia non ė ancora conclusa e il risultato può essere sempre a rischio. Purtroppo c’è la micragnosità dei partiti e dei loro leader, che sperano di lucrare qualcosa e portare a casa un risultato. Come se eleggere il Capo dello Stato fosse al pari di altre tante misere merci di scambio. Come se si potesse barattare con qualcosa di ‘monetizzabile’ politicamente.

E invece ė diverso. Profondamente diverso. Si tratta di portare sul Colle più alto l’uomo che ci rappresenta tutti, il garante della Costituzione e dell’Unità nazionale. Il Presidente dei cittadini senza distinzione alcuna. La nostra immagine nel mondo. E non è poco.

Il sistema istituzionale non prevede ancora l’investitura popolare, i padri costituenti hanno ritenuto fosse meglio così. E, fin quando non si deciderà ci modificare la Costituzione in tal senso, la competenza è dei 1009 ‘grandi elettori’. Le procedure attraverso le quali si è pervenuti alla candidatura potevano essere più coinvolgenti, forse si poteva fare di meglio, e sicuramente tra i cittadini italiani ci sarà una personalità migliore, più adeguata, e con un ‘profilo’ più alto. Ma quando l’arida legge dei numeri non consente altro, quando tutto è evidente e la scelta è compiuta bisogna andare avanti. Combattere strumentalmente battaglie perdute, sprecare tempo e intelligenze non possono che nuocere a se stessi e al Paese.

Alessandro Di Battista e Luigi Di MaioUn sussulto di dignità ci vuole. Un atto di coraggio che spazzi via l’orgoglio. Una consapevolezza diffusa per compiere, per una volta, un’operazione politica alta, una scelta condivisa a beneficio di tutti gli italiani. E quindi basta. Bisogna riporre le armi, chiudere ogni altra ipotesi, anche quelle ritenute più legittime. A cominciare dai ragazzi a 5 Stelle, di cui non finirò mai di apprezzare lo spirito che li anima e il loro impegno spassionato. Ma che non possono restare ancora una volta sull’uscio. Non avrebbe davvero senso. E così i grandi elettori di Forza Italia e di tutta l’area di centro destra. Non è il momento, adesso serve altro e ci saranno altre occasioni di divisione.

Renzi-sorrisoNo, non possono e non devono esserci vincitori e vinti in questa partita. E chi ha l’onore e l’onere di condurre le manovre, che ha in mano le redini, faccia di tutto per dimostrare che non è lui il vincitore. Che non è solo una ‘sua’ battaglia, né l’affermazione di una linea, e nemmeno il successo di una parte sulle altre. Ecco, solo così l’elezione di Sergio Mattarella rappresenterà la vittoria degli italiani.

Tanti auguri Presidente.