Anna Falcone: No all’Europa della finanza e contro questa destra cialtrona

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Autore originale del testo: Anna Falcone

di Anna Falcone – 28 maggio 2018

Non è il veto che provoca lo strappo, ma i motivi. Perché in un Paese democratico, retto da un sistema parlamentare e da elezioni libere, non può esservi neppure il minimo dubbio che la sovranità – nelle forme e nei limiti indicati dalla Costituzione – appartenga al popolo e che l’indirizzo politico di un governo, che ottenga la fiducia in Parlamento, sia diretta espressione delle forze politiche che, grazie a quel voto, possono esprimere una maggioranza parlamentare. Oggi scopriamo l’acqua calda, ovvero che i mercati, da tempo, ricattano democrazie infragilite da anni e anni di politiche di austerity. Che questa Europa egoista, inadeguata alle sfide della globalizzazione, se non piegata e obbediente al modello capitalista di preminenza dei mercati, sulla politica, sulle istituzioni, sui cittadini, sulla democrazia è parte essenziale del problema.

Nel non aver affrontato per tempo questo nodo stanno le cause (e le responsabilità) di una crisi democratica, politica, istituzionale che non può essere risolta in uno scontro muscolare fra due posizioni entrambe conservatrici e devastanti per il nostro Paese: tenersi l’Europa così com’è, accettandone diktat e posizioni dominanti, o uscirne a prezzo di una crisi economica ancor peggiore di quella subìta. Perché noi da soli non reggiamo. Che sia chiaro a tutti.

Di questo clima approfitta la peggiore destra (è da sempre il suo lavoro) e il M5S ci casca mani e piedi. Ecco a cosa serve l’esperienza in politica. Ed ecco a cosa serviva una Sinistra nuova, capace di risintonizzarsi con le reali priorità delle persone, per neutralizzare la scalata delle destre e riequilibrare in Parlamento la preannunciata vittoria del M5S. Ecco a cosa servivano la sfida della democrazia partecipativa, una programma scritto dai cittadini e fedele alla Costituzione, non solo nella forma, ma nella sua sostanza, a partire dalla garanzia dei suoi diritti fondamentali: lavoro, salute, casa, istruzione, assistenza sociale ecc. Ecco perché la revisione del pareggio di bilancio e dei Trattati UE per renderli pienamente coerenti con la nostra Carta. Perché un popolo debole e impaurito, un popolo messo all’angolo e mortificato nelle sue prerogative politiche e democratiche, diventa il miglior terreno di conquista per finti ‘responsabili’ e finti tribuni del popolo. Non cascateci anche voi. Mai come adesso l’Europa va messa di fronte alle sue responsabilità: o cambia o salta tutto.